Se c'è un simbolo, ovvero
un concetto o una metafora (o anche una presenza o un organo),
che ricorre in quasi tutto quanto concerne Psyche, l'anima, lo
spirito e in generale i personaggi e le figure che sono stati
usati per rappresentarli, questo è l'immagine delle ali.
museum.psicotecnica.eu è
piena di immagini che rappresentano i personaggi più disparati
con delle caratteristiche che ricordano decisamente quelle degli
angeli.
Sul tema si possono vedere
diverse pagine, che trattano di Psyche, Lilith, Hermes, Ariadne,
Icaro, vampiri ecc ovvero di Fate, Caducei ecc.
A volte sembra quasi che l'intitolare
l'immagine alata a questo o quel personaggio sia un fatto occasionale
e contingente, quando non del tutto casuale o comunque fondato
solo sulla fantasia momentanea dell'autore che ora pensa all'uno
piuttosto che all'altro (ma che magari, in una immagine successiva,
utilizza la medesima impostazione per un altro personaggio dal
nome diverso).
Il tema di fondo che percorre
molte delle immagini citate, senza soluzione di continuità,
è infatti questa natura aerea, fisica e non fisica nello
stesso tempo.
Un corpo sostanzialmente umano
(o animale), più spesso femminile che maschile, in qualche
modo alleggerito dal fatto di potersi separare da(lla) terra
e di non subire le normali leggi del mondo fisico (ovvero di
vivere in un altro mondo).
In questa pagina propongo dunque
una specie di schizzo per evocare tali forme dell'umanità
parallela, o di tale condizione alternativa dell'umanità.
Il termine mediamente più
ricorrente è quello di "angelo", per cui cito
le immagini utilizzando liberamente tale termine.
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Diavolo alato che, tra l'altro,
pare una personificazione del cadudeo.
Un cavaliere incontra il diavolo.
Per inciso: ricordo che, almeno
nella tradizione cristiana, Satana è un angelo.
Angelo definito come Hermes.
Angeli definiti come Iris.
Angeli definiti come Psyche.
Angeli di cui non è
chiara la denominazione e il personaggio ispiratore.
Figure alate, che non sembrano
venir riferite a personaggi ben specifici, realizzate da Julie
Bell.
Altre figure alate, di varia
ispirazione, realizzate da Thomas Fleming.
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Un aspetto curioso della presenza
delle ali è che queste sembrano, a seconda delle circostanze,
evocare un senso di leggerezza e di relativa incorporeità
oppure invece di concretezza e di fisicità.
Tale associazione delle ali
con il corpo umano sembra contribuire ad una specie di distillazione.
Nel primo caso suscitando una
riduzione alla spiritualità dell'anima o psiche o sentimento.
Nel secondo caso invece fornendo
una impressione di immediatezza animalesca e carnale ovvero di
istintività.
Tanti altri esempi di figure
umane alate, con definizioni e connotazioni di vario tipo.
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A volte le ali, o qualcosa
che vi si ispira, vengono trasformate in un mantello protettore.
Madonna della Misericordia di: Parri di Spinello (1430); Piero della Francesca
(1454); Vincenzo Tamagni (1527).
San Martino divide il suo mantello
con un mendicante, di Mattia Preti (XVII secolo).
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Sul tema delle ali-mantello
si veda anche:
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La Nike (vittoria) di Samotracia.
Uno Zorro di Julie Bell. Batman.
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Materiali ritrovati nella Tomba
Varrese a Canosa di Puglia.
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Una possibile dimensione del
calciatore, prodotta dalla Lega Nazionale Dilettanti della F.I.G.C.
La realizzazione di questa impresa
si sviluppa parallelamente a una lunga pratica di scena, ma anche
attraverso il lavoro connesso alla preparazione di alcuni volumi,
pubblicati di recente.
Per avere una possibile spiegazione
(?) più ampia e dettagliata di quanto qui accennato, ovvero
per trovare un riferimento più preciso per le citazioni
qui riportate e per incontrarne molte più di quelle che
possono stare qui, puoi vedere:
museum.psicotecnica.eu è
anche, almeno in parte, un supporto multimediale per tali volumi,
che può suggerire in forma visiva quanto lì viene
sviluppato in forma teorica più approfondita.
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Potremmo dire che museum.psicotecnica.eu
è un sito in progress, ma non sarebbe esatto.
museum.psicotecnica.eu non
progredisce, ma gira intorno e sviluppa.
Non pretende di (e non aspira
affatto a) essere sempre più aggiornato o più avanzato.
Per cui: si presume che sia
presente, che cambi, che non sia mai completo.
Come del resto avviene a tutte
le persone, a tutte le azioni umane, a tutti i pensieri e agli
artefatti (oltre che, naturalmente, a tutti i siti internet).
Se avete dunque da suggerire
qualcosa a questa Psicotecnica e avete voglia di farlo, ve ne
ringraziamo anticipatamente.
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La Psicotecnica esiste da molto
tempo, ma abbiamo messo su internet il Museum solo dal 20 novembre
2002.
Da allora, i visitatori di museum.psicotecnica.eu
sono stati:
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