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    "Psicotecnica è l'arte della mente"
     
     
    Antonin ARTAUD
     
     
     
    "I Russi praticano da gran tempo l’uso di un certo metodo d’improvvisazione che spinge l’attore a lavorare con la propria sensibilità profonda, a esteriorizzare questa sensibilità reale e personale con parole, atteggiamenti, reazioni mentali inventate per l’occasione, improvvisate"
     
    "Concepiamo il nostro teatro come una vera operazione di magia. Non ci rivolgiamo agli occhi, né all’emozione diretta dell’anima; quello che cerchiamo di suscitare è una certa emozione psicologica, in cui saranno messi a nudo gl’impulsi più segreti del cuore"
     
    "Per il teatro come per la cultura, ciò che conta è dare un nome alle ombre e guidarle"
     
    "L’idea di un teatro serio che, sconvolgendo tutti i nostri preconcetti, ci trasmetta l’ardente magnetismo delle immagini e agisca su di noi come una terapeutica spirituale la cui azione lasci per sempre la sua impronta. Tutto ciò che agisce è crudeltà"
     
    "Il teatro, che a nostro parere si identifica in sostanza con le forze dell’antica magia"
     
    "Scomparirà l’antico dualismo fra autore e regista, sostituiti da una sorta di Creatore unico, cui spetterà la doppia responsabilità dello spettacolo e dell’azione"
     
    "Affideremo allo spettacolo, e non al testo, il compito di materializzare e soprattutto di rendere attuali gli antichi conflitti; in altri termini i temi saranno portati direttamente sulla scena e materializzati"
     
    "Dal punto di vista dello spirito, crudeltà significa rigore, applicazione e decisione implacabile, determinazione irreversibile, assoluta [... ] La crudeltà è prima di tutto lucida, è una sorta di rigido controllo, di sottomissione alla necessità. Non si ha crudeltà senza coscienza, senza una sorta di coscienza applicata. [... ] Uso il termine crudeltà nell’accezione di appetito di vita, di rigore cosmico, di necessità implacabile, nel significato gnostico di turbine di vita che squarcia le tenebre, nel senso di quel dolore senza la cui ineluttabile necessità la vita non potrebbe sussistere [...] Mi sembra infatti che la creazione e la stessa vita possano essere definite soltanto da una sorta di rigore, e quindi da una fondamentale crudeltà, che conduce a qualunque costo le cose alla loro ineluttabile conclusione"
     
    "Propongo che si ritorni attraverso il teatro a un’idea della conoscenza fisica delle immagini e dei mezzi per provocare trances"
     
    "Propongo di agire sugli spettatori come gli incantatori di serpenti e di far loro ritrovare attraverso l’organismo le sensazioni più sottili"
     
    "Il nudo linguaggio del teatro, linguaggio non virtuale ma reale, deve permettere, facendo appello al magnetismo nervoso dell’uomo, di violare i consueti limiti dell’arte e della parola, per realizzare attivamente, cioè magicamente, in termini reali, una sorta di creazione totale in cui all’uomo non rimane che riprendere il proprio posto tra il sogno e gli avvenimenti"
     
    "Per sfruttare la propria affettività – come un lottatore si serve dei suoi muscoli, bisogna considerare l’essere umano come un Doppio, come il Ka delle Mummie egiziane, come uno spettro perpetuo dal quale s’irradiano le forze dell’affettività. Uno spettro plastico e mai totalmente realizzato, di cui il vero attore imita le forme, imponendogli le forme e l’immagine della propria sensibilità. Su questo doppio il teatro esercita la sua influenza, modellando questa effige spettrale; e come tutti gli spettri questo doppio ha la memoria lunga. La memoria del cuore è duratura, ed è certo col cuore che l’attore pensa; ma qui il cuore è preponderante"
     
    "In questo teatro ogni creazione viene dalla scena, trova la sua traduzione e le sue origini in un impulso psichico segreto che è la Parola prima delle parole [...] Tutto ciò è come un esorcismo per fare affluire i nostri demoni"
     
    "E perchè non si potrebbe pensare a una commedia composta direttamente sulla scena, realizzata sulla scena?"
     
    "Sulla scena l’inconscio non avrà un luogo specifico. E’ già abbastanza grande la confusione che esso produce, a cominciare dall’autore, poi da parte del regista e degli attori, e fino agli spettatori. Tanto peggio per gli analisti, i cultori dell’anima e i surrealisti. E tanto meglio per tutti. I drammi che noi daremo si pongono decisamente al riparo da qualsiasi commentatore segreto"
     
    "In questo modo il teatro smette di essere un gioco, lo svago di una serata effimera, per diventare una specie di atto utile, e assumere il valore di una vera e propria terapeutica, quella a cui nell’antichità le folle venivano ad attingere il gusto di vivere e la forza di resistere agli assalti della fatalità"
     
    "Il pubblico: Bisogna prima di tutto che questo teatro sia"
     
     
     
     
     
     
     
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    Le frasi ("tra virgolette") riportate in ciascuna pagina sono derivate da testi degli autori cui la pagina è intitolata. Così come all'autore si riferiscono anche le immagini citate.
    In questo caso, fra i lavori più significativi (che, naturalmente, consiglio di andare a leggere direttamente e con tutto il relativo contesto) ricordo:
     
    Artaud A. (1922-1934). Il teatro e il suo doppio. [Torino: Einaudi, 1968].
     
     
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    La realizzazione di questa impresa si sviluppa parallelamente a una lunga pratica di scena, ma anche attraverso il lavoro connesso alla preparazione di alcuni volumi, pubblicati di recente.
    Per avere una possibile spiegazione (?) più ampia e dettagliata di quanto qui accennato, ovvero per trovare un riferimento più preciso per le citazioni qui riportate e per incontrarne molte più di quelle che possono stare qui, puoi vedere:
     
     
       

    STORIA delSOGGETTO
    La formazione mimetica della persona

      THEATRUM PSYCHOTECHNICUM
      L'espressione poetica della persona

      REGIA PSICOTECNICA
      Tattica della Formazione Personale

     
     
    museum.psicotecnica.eu è anche, almeno in parte, un supporto multimediale per tali volumi, che può suggerire in forma visiva quanto lì viene sviluppato in forma teorica più approfondita.
     
     
     
     
     
     
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    Potremmo dire che museum.psicotecnica.eu è un sito in progress, ma non sarebbe esatto.
    museum.psicotecnica.eu non progredisce, ma gira intorno e sviluppa.
    Non pretende di (e non aspira affatto a) essere sempre più aggiornato o più avanzato.
    Per cui: si presume che sia presente, che cambi, che non sia mai completo.
    Come del resto avviene a tutte le persone, a tutte le azioni umane, a tutti i pensieri e agli artefatti (oltre che, naturalmente, a tutti i siti internet).
    Se avete dunque da suggerire qualcosa a questa Psicotecnica e avete voglia di farlo, ve ne ringraziamo anticipatamente.
     
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    La Psicotecnica esiste da molto tempo, ma abbiamo messo su internet il Museum solo dal 20 novembre 2002.
    Da allora, i visitatori di museum.psicotecnica.eu sono stati:
     
     
     
     
     
     
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    Il 30 luglio 2004 abbiamo introdotto un contatore generale, che registra gli accessi a tutte le pagine dei siti collegati al gruppo PSICOTECNICA.
    A partire da quel momento, le visite sono state:
     
     
    Grazie per esserci venuti a trovare. Arrivederci a presto.
     
     
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    "L'azione è volontà eseguita"
     
     
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