"I
Russi praticano da gran tempo luso di un certo metodo dimprovvisazione
che spinge lattore a lavorare con la propria sensibilità
profonda, a esteriorizzare questa sensibilità reale e
personale con parole, atteggiamenti, reazioni mentali inventate
per loccasione, improvvisate"
"Concepiamo il nostro teatro come
una vera operazione di magia. Non ci rivolgiamo agli occhi, né
allemozione diretta dellanima; quello che cerchiamo
di suscitare è una certa emozione psicologica, in cui
saranno messi a nudo glimpulsi più segreti del cuore"
"Per il teatro come per la cultura,
ciò che conta è dare un nome alle ombre e guidarle"
"Lidea di un teatro serio
che, sconvolgendo tutti i nostri preconcetti, ci trasmetta lardente
magnetismo delle immagini e agisca su di noi come una terapeutica
spirituale la cui azione lasci per sempre la sua impronta. Tutto
ciò che agisce è crudeltà"
"Il teatro, che a nostro parere
si identifica in sostanza con le forze dellantica magia"
"Scomparirà lantico
dualismo fra autore e regista, sostituiti da una sorta di Creatore
unico, cui spetterà la doppia responsabilità dello
spettacolo e dellazione"
"Affideremo allo spettacolo, e
non al testo, il compito di materializzare e soprattutto di rendere
attuali gli antichi conflitti; in altri termini i temi saranno
portati direttamente sulla scena e materializzati"
"Dal punto di vista dello spirito,
crudeltà significa rigore, applicazione e decisione implacabile,
determinazione irreversibile, assoluta [... ] La crudeltà
è prima di tutto lucida, è una sorta di rigido
controllo, di sottomissione alla necessità. Non si ha
crudeltà senza coscienza, senza una sorta di coscienza
applicata. [... ] Uso il termine crudeltà nellaccezione
di appetito di vita, di rigore cosmico, di necessità implacabile,
nel significato gnostico di turbine di vita che squarcia le tenebre,
nel senso di quel dolore senza la cui ineluttabile necessità
la vita non potrebbe sussistere [...] Mi sembra infatti che la
creazione e la stessa vita possano essere definite soltanto da
una sorta di rigore, e quindi da una fondamentale crudeltà,
che conduce a qualunque costo le cose alla loro ineluttabile
conclusione"
"Propongo che si ritorni attraverso
il teatro a unidea della conoscenza fisica delle immagini
e dei mezzi per provocare trances"
"Propongo di agire sugli spettatori
come gli incantatori di serpenti e di far loro ritrovare attraverso
lorganismo le sensazioni più sottili"
"Il nudo linguaggio del teatro,
linguaggio non virtuale ma reale, deve permettere, facendo appello
al magnetismo nervoso delluomo, di violare i consueti limiti
dellarte e della parola, per realizzare attivamente, cioè
magicamente, in termini reali, una sorta di creazione totale
in cui alluomo non rimane che riprendere il proprio posto
tra il sogno e gli avvenimenti"
"Per
sfruttare la propria affettività come un lottatore
si serve dei suoi muscoli, bisogna considerare lessere
umano come un Doppio, come il Ka delle Mummie egiziane, come
uno spettro perpetuo dal quale sirradiano le forze dellaffettività.
Uno spettro plastico e mai totalmente realizzato, di cui il vero
attore imita le forme, imponendogli le forme e limmagine
della propria sensibilità. Su questo doppio il teatro
esercita la sua influenza, modellando questa effige spettrale;
e come tutti gli spettri questo doppio ha la memoria lunga. La
memoria del cuore è duratura, ed è certo col cuore
che lattore pensa; ma qui il cuore è preponderante"
"In questo teatro ogni creazione
viene dalla scena, trova la sua traduzione e le sue origini in
un impulso psichico segreto che è la Parola prima delle
parole [...] Tutto ciò è come un esorcismo per
fare affluire i nostri demoni"
"E perchè non si potrebbe
pensare a una commedia composta direttamente sulla scena, realizzata
sulla scena?"
"Sulla
scena linconscio non avrà un luogo specifico. E
già abbastanza grande la confusione che esso produce,
a cominciare dallautore, poi da parte del regista e degli
attori, e fino agli spettatori. Tanto peggio per gli analisti,
i cultori dellanima e i surrealisti. E tanto meglio per
tutti. I drammi che noi daremo si pongono decisamente al riparo
da qualsiasi commentatore segreto"
"In questo modo il teatro smette
di essere un gioco, lo svago di una serata effimera, per diventare
una specie di atto utile, e assumere il valore di una vera e
propria terapeutica, quella a cui nellantichità
le folle venivano ad attingere il gusto di vivere e la forza
di resistere agli assalti della fatalità"
"Il pubblico: Bisogna prima di
tutto che questo teatro sia"
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Le frasi ("tra virgolette")
riportate in ciascuna pagina sono derivate da testi degli autori
cui la pagina è intitolata. Così come all'autore
si riferiscono anche le immagini citate.
In questo caso, fra i lavori
più significativi (che, naturalmente, consiglio di andare
a leggere direttamente e con tutto il relativo contesto) ricordo:
Artaud A. (1922-1934). Il
teatro e il suo doppio. [Torino: Einaudi, 1968].
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La realizzazione di questa
impresa si sviluppa parallelamente a una lunga pratica di scena,
ma anche attraverso il lavoro connesso alla preparazione di alcuni
volumi, pubblicati di recente.
Per avere una possibile spiegazione
(?) più ampia e dettagliata di quanto qui accennato, ovvero
per trovare un riferimento più preciso per le citazioni
qui riportate e per incontrarne molte più di quelle che
possono stare qui, puoi vedere:
museum.psicotecnica.eu è
anche, almeno in parte, un supporto multimediale per tali volumi,
che può suggerire in forma visiva quanto lì viene
sviluppato in forma teorica più approfondita.
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Potremmo dire che museum.psicotecnica.eu
è un sito in progress, ma non sarebbe esatto.
museum.psicotecnica.eu non
progredisce, ma gira intorno e sviluppa.
Non pretende di (e non aspira
affatto a) essere sempre più aggiornato o più avanzato.
Per cui: si presume che sia
presente, che cambi, che non sia mai completo.
Come del resto avviene a tutte
le persone, a tutte le azioni umane, a tutti i pensieri e agli
artefatti (oltre che, naturalmente, a tutti i siti internet).
Se avete dunque da suggerire
qualcosa a questa Psicotecnica e avete voglia di farlo, ve ne
ringraziamo anticipatamente.
_______________________________
La Psicotecnica esiste da molto
tempo, ma abbiamo messo su internet il Museum solo dal 20 novembre
2002.
Da allora, i visitatori di museum.psicotecnica.eu
sono stati:
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Tel: 02.36680878
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