Restituire
alla coscienza il suo vero ruolo: allora non ci saranno ragioni
per dire che il passato, una volta percepito, si cancella, più
di quante ce ne siano per supporre che gli oggetti materiali
cessano di esistere quando smetto di percepirli. Insistiamo su
quest'ultimo punto, perchè è il centro delle difficoltà
e la fonte degli equivoci che circondano il problema dell'inconscio
L'idea di una rappresentazione
inconscia è chiara, nonostante un diffuso pregiudizio;
si può anzi dire che noi ne facciamo un uso costante
La memoria non consiste affatto
in una regressione del presente al passato, ma al contrario in
un progresso dal passato al presente
Proprio in quanto l'avrò
reso attivo, sarà diventato attuale, e cioè una
sensazione in grado di provocare dei movimenti
Solo nel mettere gli uomini in
presenza l'uno dell'altro si producono le attrazioni e le repulsioni
profonde
Immaginate
alcuni personaggi in una situazione: voi ottenete una scena comica
invertendo le parti e facendo ripetere la situazione
Una coscienza neutralizzata e,
di conseguenza, latente, una coscienza le cui eventuali manifestazioni
si tengono reciprocamente in scacco e si annullano nel momento
preciso in cui vogliono apparire
Quello che il dramma cerca e
porta in piena luce è una profonda realtà che ci
è velata
L'assurdità comica è
della stessa natura di quella dei sogni
Quando il personaggio comico
segue la sua idea, automaticamente finisce per pensare, parlare,
agire, come se sognasse
La commedia è un gioco,
un gioco che imita la vita [...] Cominciamo dunque dai giochi
del fanciullo. Seguiamo il progresso insensibile col quale egli
ingrandisce i suoi fantocci, li anima, e li porta allo stato
finale in cui, senza cessare di essere fantocci, sono tuttavia
divenuti uomini. Noi avremo di già i personaggi di commedia
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Le frasi ("tra virgolette")
riportate in ciascuna pagina sono derivate da testi degli autori
cui la pagina è intitolata. Così come all'autore
si riferiscono anche le immagini citate.
In questo caso, fra i lavori
più significativi (che, naturalmente, consiglio di andare
a leggere direttamente e con tutto il relativo contesto) ricordo:
Bergson H. (1896). Matière
et mémoire [Materia e memoria. In: Opere 1889-1896.
Milano: Mondadori, 1986, 141-345].
Bergson H. (1900). Le rire: Essai sur la signification du
comique. Paris. [Il riso: Saggio sul significato del comico.
Roma-Bari: Laterza, 1982].
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La realizzazione di questa
impresa si sviluppa parallelamente a una lunga pratica di scena,
ma anche attraverso il lavoro connesso alla preparazione di alcuni
volumi, pubblicati di recente.
Per avere una possibile spiegazione
(?) più ampia e dettagliata di quanto qui accennato, ovvero
per trovare un riferimento più preciso per le citazioni
qui riportate e per incontrarne molte più di quelle che
possono stare qui, puoi vedere:
museum.psicotecnica.eu è
anche, almeno in parte, un supporto multimediale per tali volumi,
che può suggerire in forma visiva quanto lì viene
sviluppato in forma teorica più approfondita.
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Potremmo dire che museum.psicotecnica.eu
è un sito in progress, ma non sarebbe esatto.
museum.psicotecnica.eu non
progredisce, ma gira intorno e sviluppa.
Non pretende di (e non aspira
affatto a) essere sempre più aggiornato o più avanzato.
Per cui: si presume che sia
presente, che cambi, che non sia mai completo.
Come del resto avviene a tutte
le persone, a tutte le azioni umane, a tutti i pensieri e agli
artefatti (oltre che, naturalmente, a tutti i siti internet).
Se avete dunque da suggerire
qualcosa a questa Psicotecnica e avete voglia di farlo, ve ne
ringraziamo anticipatamente.
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La Psicotecnica esiste da molto
tempo, ma abbiamo messo su internet il Museum solo dal 20 novembre
2002.
Da allora, i visitatori di museum.psicotecnica.eu
sono stati:
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