Il
teatro, infatti, deve assolutamente poter restare una cosa superflua,
il che significa, beninteso che per il superfluo allora si vive.
Meno di qualsiasi altra cosa i divertimenti abbisognano di giustificazioni
E quella catarsi di cui parla
Aristotele, la purificazione attraverso l'orrore e la pietà,
o dall'orrore e dalla pietà, è un lavacro che non
solo avveniva in modo divertente, ma che avveniva proprio allo
scopo di divertire. Esigere di più dal teatro, o concedergli
di più, è deprezzare il suo vero fine
Gli
attori dovrebbero ogni tanto scambiarsi le parti durante le prove,
così che i personaggi ricevano gli uni dagli altri ciò
di cui abbisognano. Ma giova anche agli attori incontrare i loro
personaggi in copia o in una concezione diversa. Impersonato
da un attore di sesso diverso, il personaggio rivelerà
più chiaramente il proprio sesso; impersonato da un comico
- in modo tragico o comico - acquisterà nuovi aspetti.
Ma, soprattutto, l'attore sviluppando insieme al suo anche i
personaggi antagonisti, o almeno sostituendosi ai loro interpreti,
definisce la posizione sociale, decisiva, da lui assunta per
presentare il suo personaggio. Il padrone sarà quel padrone
che il suo servo gli permette di essere, e così via
Un
campo importante per gli autori di teatro è la psicologia
L'attore s'impadronisce del suo
personaggio seguendo criticamente le molteplici reazioni, come
pure quelle dei suoi antagonisti e di tutti gli altri personaggi
del dramma. [...] Le diverse reazioni s'illuminano reciprocamente
Perchè l'arte non dovrebbe,
naturalmente coi mezzi a lei propri, contribuire alla grande
impresa di rendere l'uomo padrone della vita?
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Le frasi riportate in ciascuna
pagina sono derivate da testi degli autori cui la pagina è
intitolata.
Così come all'autore
si riferiscono anche le immagini citate.
In questo caso, fra i lavori
più significativi (che, naturalmente, consiglio di andare
a leggere direttamente e con tutto il relativo contesto) ricordo:
Brecht B. (1931-1957). Schriften
zum Theater [Scritti teatrali. Torino: Einaudi, 1962].
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La realizzazione di questa
impresa si sviluppa parallelamente a una lunga pratica di scena,
ma anche attraverso il lavoro connesso alla preparazione di alcuni
volumi, pubblicati di recente.
Per avere una possibile spiegazione
(?) più ampia e dettagliata di quanto qui accennato, ovvero
per trovare un riferimento più preciso per le citazioni
qui riportate e per incontrarne molte più di quelle che
possono stare qui, puoi vedere:
museum.psicotecnica.eu è
anche, almeno in parte, un supporto multimediale per tali volumi,
che può suggerire in forma visiva quanto lì viene
sviluppato in forma teorica più approfondita.
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Potremmo dire che museum.psicotecnica.eu
è un sito in progress, ma non sarebbe esatto.
museum.psicotecnica.eu non
progredisce, ma gira intorno e sviluppa.
Non pretende di (e non aspira
affatto a) essere sempre più aggiornato o più avanzato.
Per cui: si presume che sia
presente, che cambi, che non sia mai completo.
Come del resto avviene a tutte
le persone, a tutte le azioni umane, a tutti i pensieri e agli
artefatti (oltre che, naturalmente, a tutti i siti internet).
Se avete dunque da suggerire
qualcosa a questa Psicotecnica e avete voglia di farlo, ve ne
ringraziamo anticipatamente.
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La Psicotecnica esiste da molto
tempo, ma abbiamo messo su internet il Museum solo dal 20 novembre
2002.
Da allora, i visitatori di museum.psicotecnica.eu
sono stati:
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