In questo caso, spesso, consiste
di un bastone con due serpenti attorcigliati.
Il caduceo è simbolo
di Asclepio-Esculapio.
In questo caso, più
spesso, consiste di un bastone con un solo serpente attorcigliato.
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Gli esempi di caduceo sono
innumerevoli, il che sembra testimoniare di una notevole preganza
per questo simbolo.
Comunque: in molti casi la
distinzione tra le diverse versioni e attribuzioni non sembra
affatto chiara.
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L'elemento base del caduceo
sembra essere l'evocazione di una doppia natura: l'una retta
(il bastone) e l'altra curva (il serpente).
Non di rado questa doppia natura
viene presentata come contrapposta, attraverso i due serpenti
o una specie di pinza o parentesi (particolarmente nelle raffigurazioni
antiche).
Le ali sono presenti spesso,
ma certo non sempre e, specie nella Grecia arcaica e classica,
consistono piuttosto di una biforcazione.
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Non di rado, il caduceo viene
messo in relazione anche con altri segni e in particolare con
quello della croce
(specie, ma non solo, in contesti
medici, farmaceutici, ortopedici, chiropratici e simili).
Altre volte (in tempi moderni)
viene collegato con le erbe magico-mediche, e più specificamente
con la marijuana.
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Si trovano anche molte variazioni
sul tema, che partono dal caduceo per sviluppare più particolari
o complesse simbologie.
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E' imparentata con il caduceo
anche l'idea di collegare una linea retta, ovvero una croce,
con un cerchio.
Una croce celtica e un caduceo
phantasy.
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L'idea del caduceo non manca
talvolta di una connotazione erotica, come in queste immagini
molto evocative di Boris Vallejo (prima riga) e di Julie Bell
(seconda riga).
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Il concetto del caduceo, realizzato
concretamente con un soggetto umano, ricorre anche nelle rappresentazioni
in cui si trovano assieme un umano (per lo più di genere
femminile) e un serpente.
Il che, tra l'altro, fa pensare
alla figura di Lilit.
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The Snake Charmer, di Jean-Léon Gérôme (1880).
Una lettera dell'Alfabeto di
Ertè (1927).
Un poster moderno.
Due immagini di Julie Bell).
Persone che abbracciano serpenti
in parchi naturali.
Persone che, all'interno di
performance spettacolari, diventano delle specie di caducei viventi.
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Varie forme di caduceo, o qualcosa
del genere, allo stato naturale.
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In epoche relativamente più
recenti rispetto a quella di Hermes-Mercurio, il bastone di colui
che conduce le anime viene chiamato Pastorale.
Il Pastorale nelle mani di:
San Magno, San Nicola e San Martino, due Vescovi contemporanei.
Alcuni Pastorali antichi, quali:
il Pastorale di San Cataldo (X secolo); il Pastorale con Annunciazione
di Limoges (XIII secolo); il Pastorale di Fiesole (XV secolo).
Altri Pastorali, forse antichi
e forse meno ma comunque impostati su disegni classici, come
quelo degli Abati di San Galgano e quello della Diocesi di Ravenna.
Curiosa immagine di Vescovo
tratta dal Salterio Luttrell (XIVsec)
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Questo è invece il Pastorale
più spesso utilizzato da Papa Giovanni Paolo II.
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Altre pagine di questo sito
possono forse aiutare a inquadrare il concetto del serpente e
quello delle ali, entrambi piuttosto legati al simbolo del caduceo.
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La realizzazione di questa
impresa si sviluppa parallelamente a una lunga pratica di scena,
ma anche attraverso il lavoro connesso alla preparazione di alcuni
volumi, pubblicati di recente.
Per avere una possibile spiegazione
(?) più ampia e dettagliata di quanto qui accennato, ovvero
per trovare un riferimento più preciso per le citazioni
qui riportate e per incontrarne molte più di quelle che
possono stare qui, puoi vedere:
museum.psicotecnica.eu è
anche, almeno in parte, un supporto multimediale per tali volumi,
che può suggerire in forma visiva quanto lì viene
sviluppato in forma teorica più approfondita.
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Potremmo dire che museum.psicotecnica.eu
è un sito in progress, ma non sarebbe esatto.
museum.psicotecnica.eu non
progredisce, ma gira intorno e sviluppa.
Non pretende di (e non aspira
affatto a) essere sempre più aggiornato o più avanzato.
Per cui: si presume che sia
presente, che cambi, che non sia mai completo.
Come del resto avviene a tutte
le persone, a tutte le azioni umane, a tutti i pensieri e agli
artefatti (oltre che, naturalmente, a tutti i siti internet).
Se avete dunque da suggerire
qualcosa a questa Psicotecnica e avete voglia di farlo, ve ne
ringraziamo anticipatamente.
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La Psicotecnica esiste da molto
tempo, ma abbiamo messo su internet il Museum solo dal 20 novembre
2002.
Da allora, i visitatori di museum.psicotecnica.eu
sono stati: