Uno dei fiori all'occhiello
del movimento psicologico riguarda il suo essere probabilmente
l'area scientifico professionale meno discriminante (nei limiti
del possibile) del mondo moderno.
Un esempio rende bene l'idea.
Negli Stati Uniti non esistono
ordini professionali (invenzione tipicamente italiana, legata
all'antica tradizione delle corporazioni medioevali). Esistono
però delle associazioni con funzioni simili a quelle di
un Albo (ma sostanzialmente non di un Ordine).
Presso la American Medical
Association l'ingresso alle donne è stato interdetto fino
al 1915. L'associazione nazionale degli avvocati ha cominciato
ad accettare iscritti di sesso femminile solo a partire dal 1918.
Mary Whiton Calkins (1863-1930),
che pure si era vista clamorosamente negare l'iscrizione a un
percorso di PhD da parte dell'Università di Harvard (la
meravigliosa Harvard) nella persona del suo presidente Charles
Eliot, pur essendovi ammessa come uditore non ufficialmente iscritto
(e anche questo solo in seguito alle pesanti pressioni pubbliche
di Josiah Royce e William James), a motivo del suo essere una
donna, è stata eletta presidente della American Psychological
Association nel 1905.
Nel 1918 è stata eletta
presidente anche della American Philosophical Association, cui
era passata a motivo del suo sviluppare una psicologia sempre
più filosoficamente consapevole e sempre più lontana
dalle dominanti tendenze comportamentiste all'interno del movimento
psicologico statunitense di allora.
Per inciso: la American Philosophical
Association è nata in quel Paese da un gruppo scissionista
uscito dalla American Psychological Association nel 1901.
Tutto questo rende la testimonianza
della geniale Mary Calkins particolarmente significativa dal
nostro punto di vista.
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Le frasi ("tra virgolette")
riportate in ciascuna pagina sono derivate da testi degli autori
cui la pagina è intitolata. Così come all'autore
si riferiscono anche le immagini citate.
In questo caso, fra i lavori
relativi all'argomento (che, naturalmente, consiglio di andare
a leggere direttamente e con tutto il relativo contesto) ricordo:
Furumoto L. (1987). On the margins:
Women and the professionalisation of psychology in the United
States, 1890-1940. In: Ash M.G., Woodward W.R., eds. Psychology
in twentieth-century thought and society. Cambridge MA: Cambridge
University Press, 93-113.
Furumoto L., Scarborough E. (1986). Placing women in the history
of psychology: The first American women psychologist. American
Psychologist, 41, 1, 35-42.
Hogan J.D., Sexton V.S. (1992). United States. In: Sexton V.S.,
Hogan J., eds. International psychology: Views from around
the world, Second Edition. Lincoln: University of Nebraska
Press, 415-437.
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La realizzazione di questa
impresa si sviluppa parallelamente a una lunga pratica di scena,
ma anche attraverso il lavoro connesso alla preparazione di alcuni
volumi, pubblicati di recente.
Per avere una possibile spiegazione
(?) più ampia e dettagliata di quanto qui accennato, ovvero
per trovare un riferimento più preciso per le citazioni
qui riportate e per incontrarne molte più di quelle che
possono stare qui, puoi vedere:
museum.psicotecnica.eu è
anche, almeno in parte, un supporto multimediale per tali volumi,
che può suggerire in forma visiva quanto lì viene
sviluppato in forma teorica più approfondita.
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Potremmo dire che museum.psicotecnica.eu
è un sito in progress, ma non sarebbe esatto.
museum.psicotecnica.eu non
progredisce, ma gira intorno e sviluppa.
Non pretende di (e non aspira
affatto a) essere sempre più aggiornato o più avanzato.
Per cui: si presume che sia
presente, che cambi, che non sia mai completo.
Come del resto avviene a tutte
le persone, a tutte le azioni umane, a tutti i pensieri e agli
artefatti (oltre che, naturalmente, a tutti i siti internet).
Se avete dunque da suggerire
qualcosa a questa Psicotecnica e avete voglia di farlo, ve ne
ringraziamo anticipatamente.
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La Psicotecnica esiste da molto
tempo, ma abbiamo messo su internet il Museum solo dal 20 novembre
2002.
Da allora, i visitatori di museum.psicotecnica.eu
sono stati:
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o inesattezze eventualmente presenti nelle nostre pagine o vorranno
inviarci dei suggerimenti. Per qualsiasi problema: contattateci.
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