"Come noi vediamo il nostro viso,
la nostra figura, i nostri vestiti nello specchio, e siamo interessati
loro perchè sono nostri, e ci compiacciamo o no di loro
nei termini in cui rispondono o meno a ciò che ci piacerebbe
fossero; così nell'immaginazione noi percepiamo nella
mente [opinione, idea; nell'originale: mind] dell'altro
qualche riflesso delle nostre apparenze, maniere, scopi, atti,
carattere, amici, e così via, e siamo variamente toccati
e influenzati da ciò. [...] Quel che ci muove all'orgoglio
o alla vergogna non è il semplice e meccanico riflesso
di noi stessi, ma un sentimento attribuito [imputed],
l'effetto immaginato di questo riflesso sulla mente di un altro.
Ciò è evidente dal fatto che il carattere e il
peso di tale altro, nella cui mente noi vediamo noi stessi, fa
tutta la differenza rispetto alle nostre sensazioni [feelings].
[...] Noi sempre immaginiamo, e nell'immaginare condividamo [share],
i giudizi dell'altra mente"
Ciascuno è specchio dellaltro
e riflette chi passa
"Each to each a looking glass
/ reflects the other that doth pass"
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Le frasi ("tra virgolette")
riportate in ciascuna pagina sono derivate da testi degli autori
cui la pagina è intitolata. Così come all'autore
si riferiscono anche le immagini citate.
In questo caso, fra i lavori
più significativi (che, naturalmente, consiglio di andare
a leggere direttamente e con tutto il relativo contesto) ricordo:
Cooley C.H. (1902). Human
nature and the social order. New York: Scribners.
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La realizzazione di questa
impresa si sviluppa parallelamente a una lunga pratica di scena,
ma anche attraverso il lavoro connesso alla preparazione di alcuni
volumi, pubblicati di recente.
Per avere una possibile spiegazione
(?) più ampia e dettagliata di quanto qui accennato, ovvero
per trovare un riferimento più preciso per le citazioni
qui riportate e per incontrarne molte più di quelle che
possono stare qui, puoi vedere:
museum.psicotecnica.eu è
anche, almeno in parte, un supporto multimediale per tali volumi,
che può suggerire in forma visiva quanto lì viene
sviluppato in forma teorica più approfondita.
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Potremmo dire che museum.psicotecnica.eu
è un sito in progress, ma non sarebbe esatto.
museum.psicotecnica.eu non
progredisce, ma gira intorno e sviluppa.
Non pretende di (e non aspira
affatto a) essere sempre più aggiornato o più avanzato.
Per cui: si presume che sia
presente, che cambi, che non sia mai completo.
Come del resto avviene a tutte
le persone, a tutte le azioni umane, a tutti i pensieri e agli
artefatti (oltre che, naturalmente, a tutti i siti internet).
Se avete dunque da suggerire
qualcosa a questa Psicotecnica e avete voglia di farlo, ve ne
ringraziamo anticipatamente.
_______________________________
La Psicotecnica esiste da molto
tempo, ma abbiamo messo su internet il Museum solo dal 20 novembre
2002.
Da allora, i visitatori di museum.psicotecnica.eu
sono stati:
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o inesattezze eventualmente presenti nelle nostre pagine o vorranno
inviarci dei suggerimenti. Per qualsiasi problema: contattateci.
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introdotto un contatore generale, che registra gli accessi a
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le visite sono state:
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per esserci venuti a trovare. Arrivederci a presto.