Il
problema di una storia del magismo costituisce un contributo
alla formazione del neoumanismo moderno" [... Nel senso
che:] Lo storico, il filosofo, luomo di cultura che
si è alimentato alle fonti dellumanesimo moderno,
trovano qui, su questo terreno, le condizioni favorevoli per
incontrarsi col cultore di psicologia, col psichiatra, col naturalista
in genere, e per riprendere con loro quel discorso «umano»
che dallepoca del romanticismo sembra intermesso.
La scienza sperimentale della
natura si è costituita togliendo a proprio ideale una
natura purificata da tutte le «proiezioni» psichiche
della magia [...] Da ciò risulta che la semplice possibilità
di fenomeni paranormali ripugna intimamente alla storia interna
del moto scientifico moderno [...] La scienza è nata ritirando
gradualmente e in modo sempre più consapevole la psichicità
dalla naturalità: la possibilità di fenomeni paranormali
significa per essa un vero e proprio «segno di contraddizione»,
uno «scandalo», in quanto la paranormalità
è, in generale, di nuovo psichicità che torna alla
natura, e natura che si carica di psichicità. Lo scandalo
aumenta quando, effettuato il passaggio dal «piccolo mondo
di medi isterici» al mondo storico del magismo etnologico,
ci si imbatte nella paradossia della «natura culturalmente
condizionata», cioè ancora valutabile come istituto,
sorretto da intenzioni umane, e nel quale vive e si esprime un
dramma culturale definito. In tal guisa noi tocchiamo un momento
decisivo della nostra ricerca.
Rendersi
conto che il problema della realtà dei poteri magici non
ha per oggetto soltanto la qualità di tali poteri, ma
anche il nostro stesso concetto di realtà e che lindagine
coinvolge non soltanto il soggetto del giudizio (i poteri magici),
ma anche la stessa categoria giudicante (la realtà).
Lo sciamano non potrà
conservare il suo potere se non avrà il sostegno di spiriti
adiutori simpateticamente uniti a lui: sono questi spiriti che
lo abilitano a continuare la sua opera secondo le direttive impartite
dal vecchio sciamano, e pertanto è d'uopo che egli si
procuri la stabile assistenza di tali spiriti. Egli dovrà
personalmente incontrarli, ma non è in suo potere sceglierli,
poichè essi verrrano di lor propria iniziativa.
Listituto dello spirito
adiutore costituisce in sostanza la sistemazione della propria
rischiosa labilità in due o più esistenze psicologiche
simultanee, di cui una, quella storica, mantiene il controllo
sulle altre.
Il dramma magico consiste proprio
in questo: nellentrare in rapporto col «maligno»
(cioè con la propria angosciosa labilità), e nellacquistare
il potere di combatterlo e scacciarlo (il che significa acquistare
il potere di padroneggiare la labilità propria e altrui).
Il riscatto sta nello sperimentare
e nel rappresentare l'oggetto come alter ego, col quale si stabiliscono
rapporti regolari e durevoli [...] Il prodotto di questa creazione
(cioè il rapporto fra l'ego e l'alter ego) porta tutti
i segni del dramma esistenziale di cui costituisce la problematica
lisi"
I limiti fra coscienza desta
e coscienza onirica sono, nella persona magica, assai meno decisi
che nella persona razionalizzata della nostra cultura
_______________________________
Le frasi ("tra virgolette")
riportate in ciascuna pagina sono derivate da testi degli autori
cui la pagina è intitolata. Così come all'autore
si riferiscono anche le immagini citate.
In questo caso, fra i lavori
più significativi (che, naturalmente, consiglio di andare
a leggere direttamente e con tutto il relativo contesto) ricordo:
De Martino E. (1948). Il
mondo magico: Prolegomeni a una storia del magismo. Torino:
Bollati Boringhieri.
De Martino E. (1959). Sud e magia. Milano: Feltrinelli.
_______________________________
La realizzazione di questa
impresa si sviluppa parallelamente a una lunga pratica di scena,
ma anche attraverso il lavoro connesso alla preparazione di alcuni
volumi, pubblicati di recente.
Per avere una possibile spiegazione
(?) più ampia e dettagliata di quanto qui accennato, ovvero
per trovare un riferimento più preciso per le citazioni
qui riportate e per incontrarne molte più di quelle che
possono stare qui, puoi vedere:
museum.psicotecnica.eu è
anche, almeno in parte, un supporto multimediale per tali volumi,
che può suggerire in forma visiva quanto lì viene
sviluppato in forma teorica più approfondita.
_______________________________
Potremmo dire che museum.psicotecnica.eu
è un sito in progress, ma non sarebbe esatto.
museum.psicotecnica.eu non
progredisce, ma gira intorno e sviluppa.
Non pretende di (e non aspira
affatto a) essere sempre più aggiornato o più avanzato.
Per cui: si presume che sia
presente, che cambi, che non sia mai completo.
Come del resto avviene a tutte
le persone, a tutte le azioni umane, a tutti i pensieri e agli
artefatti (oltre che, naturalmente, a tutti i siti internet).
Se avete dunque da suggerire
qualcosa a questa Psicotecnica e avete voglia di farlo, ve ne
ringraziamo anticipatamente.
_______________________________
La Psicotecnica esiste da molto
tempo, ma abbiamo messo su internet il Museum solo dal 20 novembre
2002.
Da allora, i visitatori di museum.psicotecnica.eu
sono stati:
© Copyright 1997
e successivi by PSICOTECNICA ® - Viale Cirene 3 - 20135 Milano
- Italia
Tel: 02.36680878
PSICOTECNICA.eu è
intesa come pubblico servizio e comunque non come pubblicità
o suggerimento di qualsiasi tipo. Le informazioni sono fornite
esclusivamente a titolo indicativo. PSICOTECNICA.eu non è
responsabile di danni diretti o indiretti risultanti da errori,
omissioni o alterazioni dei testi riportati. Si vedano in particolare
le Avvertenze
Importanti. Ringraziamo quanti vorranno segnalarci errori
o inesattezze eventualmente presenti nelle nostre pagine o vorranno
inviarci dei suggerimenti. Per qualsiasi problema: contattateci.
Il 30 luglio 2004 abbiamo
introdotto un contatore generale, che registra gli accessi a
tutte le pagine dei siti collegati al gruppo PSICOTECNICA.
A partire da quel momento,
le visite sono state:
Grazie
per esserci venuti a trovare. Arrivederci a presto.