E' curioso come i posteri si
sentano liberi di interpretare a propria discrezione i loro predescessori
per stabilire che cosa questi sono o che cosa hanno detto veramente.
In base a tale diffuso principio,
vi sono frequenti casi, specie nella storia della scienza, in
cui il medesimo autore viene considerato un genio fondatore mentre
si occupa di qualcosa che al movimento scientifico in quel momento
piace (per una qualsiasi ragione); mentre lo si giudica un mentecatto
(o lo si ignora) quando si occupa di qualcosa che al movimento
scientifico in quel momento non piace (per una qualsiasi ragione).
Fechner è molto citato
in psicologia per i suoi Elementi di psicofisica (1860).
Mentre su gran parte di quello
che ha scritto in precedenza, e di cui gli Elementi rappresentano
una tarda evoluzione, non esistono invece che minime tracce.
In effetti, i suoi libri di
base (già dal 1823 Fechner è Privatdozent di fisica
all'Università di Lipsia, dove fonda lo storico Istituto
di Fisica nel 1835 e dove ispira il lavoro del Laboratorio di
Wundt) sono: Anatomia degli angeli (1825); Manuale
della vita dopo la morte (1836); Zend Avesta o Sulle cose
del cielo e dell'al di là (1851); Teoria fisica
e filosofica degli atomi (1855).
Questi libri (come vari altri
suoi scritti) sono dedicati, conformemente agli usi di molta
psicologia dell'epoca, a temi che oggi verrebbero catalogati
sotto la voce di scienza dello spirito (o anche di spiritismo)
in contrapposizione ai modelli fisico-materialisti molto diffusi
al tempo.
L'obiettivo della Psicofisica,
in particolare, è quello di dimostrare (sviluppando i
temi affrontati nei suoi scritti fondativi precedenti) la possibilità
di relazioni generali tra mondo fisico e vita psichica.
Il quadro ispiratore del suo
lavoro (sulla traccia di Pitagora e di tanta letteratura umanista
alla Pico della Mirandola) è quello del collegamento tra
i vari elementi della natura, ovvero del naturale e del soprannaturale,
per il tramite dell'armonia dei numeri.
In particolare: paragona (1848)
il principio fondamentale del mondo spirituale, che definisce
principio del piacere [Lustprinzip], a uno sviluppo, nel
campo della psicologia, della gravitazione universale identificata
da Newton. Fechner propone dunque, nella Psicofisica,
alcuni concetti complementari al tema del principio [che considera
appunto newtoniano] del piacere come motore dinamico della mente,
e precisamente quello di una tendenza omeostatica alla stabilità
dell'universo, che si riflette anche nella psiche umana, nonchè
quello della inesauribile ripetitività dei contenuti psichici,
ovvero della tendenza del soggetto a riproporre costantemente
e coattivamente i propri contenuti mentali
Fechner fa la felicità
degli psicologi sperimentalisti perchè rappresenta (lui
che è sempre stato autorevole professore di Fisica) la
prova vivente del legame tra la psicologia e la fisica (considerata
da alcuni come la scienza per eccellenza).
E' tuttavia ben curioso (quanto
significativo) che la gran parte degli psicologi oggettivisti
moderni ponga a fondamento della propria "Scienza psicologica"
proprio gli intenti ermetisti che informano la fisica spiritualista
di Fechner.
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In questo caso, fra i lavori
più significativi (che, naturalmente, consiglio di andare
a leggere direttamente e con tutto il relativo contesto) ricordo:
Fechner G.T. (1825). Vergleichende
Anatomie der Engel: Eine Skizze. Leipzig: Baumgartner.
Fechner G.T. (1836). Das Buchlein vom Laben nach dem Tode.
Dresden: Grimmer.
Fechner G.T. (1848). Uber das Lustprinzip des Handelns,
Fichtes-Z. Phil. Phil. Kritik, vol.19, 1-30, 163-194.
Fechner G.T. (1851). Zend-Avesta
oder uber die Dinge des Himmels und des Jenseits: Vom Standpunkt
der Naturbetrachtung.
Fechner G.T. (1860) . Elemente der Psychophysik. Leipzig:
Breitkopf und Hartel.
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La realizzazione di questa
impresa si sviluppa parallelamente a una lunga pratica di scena,
ma anche attraverso il lavoro connesso alla preparazione di alcuni
volumi, pubblicati di recente.
Per avere una possibile spiegazione
(?) più ampia e dettagliata di quanto qui accennato, ovvero
per trovare un riferimento più preciso per le citazioni
qui riportate e per incontrarne molte più di quelle che
possono stare qui, puoi vedere:
museum.psicotecnica.eu è
anche, almeno in parte, un supporto multimediale per tali volumi,
che può suggerire in forma visiva quanto lì viene
sviluppato in forma teorica più approfondita.
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Potremmo dire che museum.psicotecnica.eu
è un sito in progress, ma non sarebbe esatto.
museum.psicotecnica.eu non
progredisce, ma gira intorno e sviluppa.
Non pretende di (e non aspira
affatto a) essere sempre più aggiornato o più avanzato.
Per cui: si presume che sia
presente, che cambi, che non sia mai completo.
Come del resto avviene a tutte
le persone, a tutte le azioni umane, a tutti i pensieri e agli
artefatti (oltre che, naturalmente, a tutti i siti internet).
Se avete dunque da suggerire
qualcosa a questa Psicotecnica e avete voglia di farlo, ve ne
ringraziamo anticipatamente.
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La Psicotecnica esiste da molto
tempo, ma abbiamo messo su internet il Museum solo dal 20 novembre
2002.
Da allora, i visitatori di museum.psicotecnica.eu
sono stati:
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