"E'
un mestiere che ha delle componenti di carattere patologico,
e in cui la malattia, paradossalmente, non solo esiste ed è
probabilmente ineliminabile, ma non si può nemmeno ragionevolmente
tentare di estirparla. E', in un certo senso, una malattia che
bisogna cercare di aggravare. Forse si potrebbe stabilire un
vago parallelo tra l'insegnamento del teatro e la medicina omeopatica.
Cioè non comprimere, reprimere il male, il quale è
la ragion d'essere stessa del mestiere, la componente più
segreta dell'eventuale talento; ma tentare invece di convivere
con esso, di svilupparlo, portarlo ad una totale esplosione.
Come la pestilenza di cui parla Artaud. Per cercare non un risanamento
nel senso proprio della parola, ma almeno una conclusione del
male che arrivi a produrre qualcosa, naturalmente di carattere
espressivo, artistico"
"Lo
stregone è l'antenato più probabile dell'attore,
anche da un punto di vista tecnico, direi (...) è comunque
un tramite con il mistero, con un'incognita che non è
estensibile, che va in ogni caso dimostrata attraverso il rito
(...) Vuol dire che diventa guida e tramite di un viaggio rischioso,
di un viaggio verso qualche cosa che non esiste, ma una realtà
diversa. E in questo movimento c'è una forte distorsione,
una forte violenza (...) E' una menzogna molto particolare, si
capisce, molto complessa, che aspira alla rivelazione della verità,
ma una verità che non è certamente quella già
conosciuta. Non esiste una vera operazione teatrale che non tenti
di mutare la realtà, di darne almeno un'altra immagine.
O di trasferirla in una zona diversa. E' come la creazione di
una realtà in seconda, di una verità parallela"
"Io
avrei i miei dubbi, su quell'età adulta. L'attore è
proprio un individuo che resta ancorato a una psicologia infantile.
E aggiungo che tanto più è attore quanto più
resta bambino"
"Il fascino di certe grandi opere,
di certi grandi personaggi come Edipo, Amleto, Otello, Riccardo
III, risiede proprio nella violenza fatta ad una psicologia,
diciamo così, euclidea, storica, razionale (...) Otello
ha delle pieghe, delle fratture nel suo sviluppo di personaggio,
che non sono sanabili sul piano della psicologia tradizionale
(...) In altre parole, la psicologia riguarda i decimali dell'azione
teatrale, non le cifre intere"
"Il
teatro non ha mitragliatrici; può avere un effetto straordinario,
deflagrante, sulle idee e sulle azioni di un pubblico, ma solo
attraverso la sua strada, i suoi mezzi, il suo procedimento.
Procedimento che è indicativo, indiretto, simbolico"
"Poi esclude qualunque aggancio
strumentale, non serve a niente, non deve servire a niente: il
gioco è gratuito"
"No,
perchè non sarebbe un artista ma uno scienziato. L'artista
pone delle domande, al massimo fornisce l'avvio di una risposta,
avanza delle ipotesi. Ma sempre con un ampio margine di virtualità,
di possibili mutamenti. Non si tratta soltanto di una impotenza,
da parte dell'artista, ma proprio di un rifiuto. La differenza
fra pensiero artistico e pensiero scientifico sta tutta qui"
_______________________________
Le frasi ("tra virgolette")
riportate in ciascuna pagina sono derivate da testi degli autori
cui la pagina è intitolata. Così come all'autore
si riferiscono anche le immagini citate.
In questo caso, fra i lavori
più significativi (che, naturalmente, consiglio di andare
a leggere direttamente e con tutto il relativo contesto) ricordo:
Gassman V. (2002). Intervista
sul teatro. Palermo: Sellerio.
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La realizzazione di questa
impresa si sviluppa parallelamente a una lunga pratica di scena,
ma anche attraverso il lavoro connesso alla preparazione di alcuni
volumi, pubblicati di recente.
Per avere una possibile spiegazione
(?) più ampia e dettagliata di quanto qui accennato, ovvero
per trovare un riferimento più preciso per le citazioni
qui riportate e per incontrarne molte più di quelle che
possono stare qui, puoi vedere:
museum.psicotecnica.eu è
anche, almeno in parte, un supporto multimediale per tali volumi,
che può suggerire in forma visiva quanto lì viene
sviluppato in forma teorica più approfondita.
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Potremmo dire che museum.psicotecnica.eu
è un sito in progress, ma non sarebbe esatto.
museum.psicotecnica.eu non
progredisce, ma gira intorno e sviluppa.
Non pretende di (e non aspira
affatto a) essere sempre più aggiornato o più avanzato.
Per cui: si presume che sia
presente, che cambi, che non sia mai completo.
Come del resto avviene a tutte
le persone, a tutte le azioni umane, a tutti i pensieri e agli
artefatti (oltre che, naturalmente, a tutti i siti internet).
Se avete dunque da suggerire
qualcosa a questa Psicotecnica e avete voglia di farlo, ve ne
ringraziamo anticipatamente.
_______________________________
La Psicotecnica esiste da molto
tempo, ma abbiamo messo su internet il Museum solo dal 20 novembre
2002.
Da allora, i visitatori di museum.psicotecnica.eu
sono stati:
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