La
transizione dal pensiero di un oggetto a quello di un altro oggetto,
non è una interruzione nel pensiero, più di quello
che non sia una interuzione nel legno il nodo che vediamo in
una canna di bambù. Quella transizione fa parte della
coscienza, come la giuntura è una parte del bambù
Il fenomeno delle personalità
alternanti sembra derivare, nelle sue forme più semplici,
da errori della memoria
Queste personalità addizionali
sono per la massima parte insensate e limitatissime, e di tempo
in tempo si interrompe ogni comunicazione fra esse e la personalità
regolare e normale dell'individuo; ma siccome esse formano delle
unità coscienti, così hanno una memoria ben continua
e inventano per se stesse un linguaggio e una scrittura speciali
e dei nomi speciali
Le esperienze che il nostro corpo
ha subito sono una delle condizioni per cui la facoltà
della memoria è ciò che è
La coscienza totale possibile
può essere rotta in tanti frammenti che coesistono, ma
si ignorano a vicenda e si spartiscono fra loro gli oggetti della
coscienza. E il fatto più notevole è che essi sono
complementari. Se affidate un oggetto ad una delle coscienze,
soltanto per questo fatto voi la isolate da un'altra o da tutte
le altre. Ciò che è conosciuto dall'io superiore,
è ignoto all'io inferiore, e viceversa
Non dobbiamo accogliere la testimonianza
di una persona la quale ci dice di non avere sentito nulla, come
un indizio positivo che essa non ha avuto alcuna sensazione.
Può darsi che questa sensazione facesse parte della coscienza
di una personalità secondaria della quale la primitiva
non potrebbe dir nulla
Queste azioni non sono dovute
ad alcuna forma di «automatismo», nel senso meccanico
della parola, perchè un io presiede ad esse, un io segregato,
relativo, limitato, nascosto, ma pienamente cosciente. Non solo,
ma talvolta l'io nasosto, secondo, affiora alla superficie e
ricaccia indietro l'altro, durante il tempo in cui esso compie
i propri atti. In altre parole, il soggetto cade nello stato
ipnotico nel momento in cui deve compiere gli atti dell'io secondario,
e così, dopo, non ha alcun ricordo degli atti che ha eseguito
Negli
«stati medianici» o nelle «possessioni»,
l'invasione e il dileguarsi dello «stato secondario»
avvengono con una rapidità relativa e anche la durata
dei singoli stati è relativamente breve, da pochi minuti
a poche ore [...] durante lo stato secondario il soggetto parla,
scrive, agisce, come se un estraneo lo spingesse, e spesso dà
un nome a questo estraneo e ne racconta la storia. Anticamente
questo estraneo era quasi sempre un diavolo [...] Di solito presso
di noi questi estranei figurano di essere lo «spirito»
di una persona morta, nota o ignota ai presenti
"Una volta battezzato, il personaggio
incosciente è più determinato e più netto,
mostra meglio le sue caratteristiche psicologiche. Ci fa vedere
che ha soprattutto conoscenza di quelle sensazioni ignorate dal
personaggio primario o normale"
Supposi l'esistenza di stati
di coscienza, e così pure che tali stati di coscienza
potessero tanto conoscere il mondo esteriore, come conoscersi
fra di loro"
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Le frasi riportate in ciascuna
pagina sono derivate da testi degli autori cui la pagina è
intitolata.
Così come all'autore
si riferiscono anche le immagini citate.
In questo caso, fra i lavori
più significativi (che, naturalmente, consiglio di andare
a leggere direttamente e con tutto il relativo contesto) ricordo:
James W. (1890). The principles
of psychology. New York: Holt, Rinehart & Winston [Principii
di psicologia. Milano: Società Editrice Libraria,
1901].
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La realizzazione di questa
impresa si sviluppa parallelamente a una lunga pratica di scena,
ma anche attraverso il lavoro connesso alla preparazione di alcuni
volumi, pubblicati di recente.
Per avere una possibile spiegazione
(?) più ampia e dettagliata di quanto qui accennato, ovvero
per trovare un riferimento più preciso per le citazioni
qui riportate e per incontrarne molte più di quelle che
possono stare qui, puoi vedere:
museum.psicotecnica.eu è
anche, almeno in parte, un supporto multimediale per tali volumi,
che può suggerire in forma visiva quanto lì viene
sviluppato in forma teorica più approfondita.
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Potremmo dire che museum.psicotecnica.eu
è un sito in progress, ma non sarebbe esatto.
museum.psicotecnica.eu non
progredisce, ma gira intorno e sviluppa.
Non pretende di (e non aspira
affatto a) essere sempre più aggiornato o più avanzato.
Per cui: si presume che sia
presente, che cambi, che non sia mai completo.
Come del resto avviene a tutte
le persone, a tutte le azioni umane, a tutti i pensieri e agli
artefatti (oltre che, naturalmente, a tutti i siti internet).
Se avete dunque da suggerire
qualcosa a questa Psicotecnica e avete voglia di farlo, ve ne
ringraziamo anticipatamente.
_______________________________
La Psicotecnica esiste da molto
tempo, ma abbiamo messo su internet il Museum solo dal 20 novembre
2002.
Da allora, i visitatori di museum.psicotecnica.eu
sono stati:
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