La tesi di laurea in medicina
redatta da Franz Anton Mesemer nel 1766 a Vienna si ispira in
larga parte al lavoro del fisico inglese Richard Mead per dimostrare
come l'attrazione dei pianeti (recentemente espressa nella Legge
della gravitazione universale di Newton) agisce anche su
di un fluido (al momento invisibile, ma fisico e materiale) presente
nell'uomo come nella natura.
Sul tema si veda, tra l'altro,
anche:
Nel 1775 cambia tuttavia il
nome a questo fluido, passando dal concetto di gravitazione
animale a quello di magnetismo animale.
Per inciso, a indicare le probabili
fonte di ispirazione per questo cambiamento: Luigi Galvani, nei
suoi ben noti studi attorno a metà del Settecento sullazione
della corrente elettrica nelle rane, suppone appunto l'esistenza
di un magnetismo animale.
Alessando Volta, il 18 aprile
1769, pubblica (in latino) la sua leggendaria memoria Sulla
forza attrattiva del fuoco elettrico (contrapponendosi al
magnetismo animale di Galvani), dove presenta una teoria unitaria
di tutti i fenomeni elettrici sulla base di un'interazione attrattiva
universale.
Già da tempo Benjamin
Franklin parlava del fluido elettrico (di cui è
considerato uno degli scopritori principali).
A Mesmer, come a tutti gli
studiosi dell'epoca, è anche ben noto il fatto che nell'uomo
esiste un sistema nervoso e che questo agisce almeno in parte
sulla base di passaggi di fluidi elettrici.
Mesmer sviluppa successivamente
le sue considerazioni fisiche in un metodo terapeutico (oggi
lo chiameremmo: ipnotico-sonnambolico), basato sull'idea che
la malattia (mentale) consista di ostacoli che si frappongono
al regolare scorrimento del fluido magnetico nel corpo, superabili
attraverso delle crisi catartiche (sostanzialmente: stati di
trance e convulsioni indotte dal medico) per riportare l'armonia
nel flusso delle energie personali.
Per tutta la vita Mesmer insiste
sul fatto che il fenomeno magnetico, nell'uomo, è di natura
assolutamente materiale e viene prodotto da specifici strumenti
magneto-terapeutici, ovvero dalle bacchette-barre magnetiche
e dal baquet.
Egli non crede affatto a concetti
quali la "forza di volontà" o la "capacità
suggestiva" del medico, come sostenevano invece alcuni suoi
contemporanei.
Ha sempre in mente il lavoro
di laboratorio coi suoi apparecchi ben sperimentati e in particolare
quella che Alessando Volta, nella famosa lettera a Priestley
del 1775 definisce come elettroforo perpetuo (poi indicato
come: pila di Volta).
Mesmer è convinto di
agire nei termini dei migliori fisici elettrici del tempo, che
però allora si chiamavano spesso magnetisti (non essendo
stata ancora separata concettualmente l'elettricità dal
magnetismo).
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Il frontespizio del primo lavoro
di Mesmer.
Due versioni del baquet mesmeriano:
una più antica, l'altra più recente.
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Immagini dell'epoca che presentano
sedute di mesmerizzazione.
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Mesmer si afferma, in primo
luogo, battendo (quasi a singolar tenzone terapeutica) il sacerdote
Johann Joseph Gassner, il quale operava ufficialmente a Klosterle
ed a Ellwangen in qualità di esorcista taumaturgo su migliaia
di pellegrini.
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Luigi Galvani studia il magnetismo
animale nella rana.
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Le rane vengono spesso collegate
alla stregoneria.
Xilografie che mostrano: rane
danzanti nel nord dell'Inghilterra; una strega di Salem accusata
di nutrire dei diavoli-rana.
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Locandina di un film sulla
vita di Mesmer.
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La realizzazione di questa
impresa si sviluppa parallelamente a una lunga pratica di scena,
ma anche attraverso il lavoro connesso alla preparazione di alcuni
volumi, pubblicati di recente.
Per avere una possibile spiegazione
(?) più ampia e dettagliata di quanto qui accennato, ovvero
per trovare un riferimento più preciso per le citazioni
qui riportate e per incontrarne molte più di quelle che
possono stare qui, puoi vedere:
museum.psicotecnica.eu è
anche, almeno in parte, un supporto multimediale per tali volumi,
che può suggerire in forma visiva quanto lì viene
sviluppato in forma teorica più approfondita.
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Potremmo dire che museum.psicotecnica.eu
è un sito in progress, ma non sarebbe esatto.
museum.psicotecnica.eu non
progredisce, ma gira intorno e sviluppa.
Non pretende di (e non aspira
affatto a) essere sempre più aggiornato o più avanzato.
Per cui: si presume che sia
presente, che cambi, che non sia mai completo.
Come del resto avviene a tutte
le persone, a tutte le azioni umane, a tutti i pensieri e agli
artefatti (oltre che, naturalmente, a tutti i siti internet).
Se avete dunque da suggerire
qualcosa a questa Psicotecnica e avete voglia di farlo, ve ne
ringraziamo anticipatamente.
_______________________________
La Psicotecnica esiste da molto
tempo, ma abbiamo messo su internet il Museum solo dal 20 novembre
2002.
Da allora, i visitatori di museum.psicotecnica.eu
sono stati:
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