Come!
tu hai ancora bisogno del teatro! Sei ancora così giovane?
Tutte le cose che vivono lungamente
diventano a poco a poco imbevute di ragione, chè la loro
origine dall'irrazionale diventa a questo modo inverosimile
Nelle esplosioni della passione
e nei deliri del sogno e della pazzia, l'uomo riconosce la sua
storia primitiva e quella dell'umanità; riconosce l'animalità
e le sue smorfie selvagge; allora la sua memoria torna assai
lontano nel passato, mentre invece il suo stato d'uomo civile
si sviluppa con la dimenticanza di quelle primitive esperienze,
cioè con una diminuzione della memoria
Ciò che gli uomini comprendono
così difficilmente è la loro ignoranza di se stessi
Ci rendiamo ciechi quasi volontariamente
per punire i nostri occhi d'avere visto troppo
La nostra cosiddetta coscienza
non è altro che il commento più o meno fantastico
di un testo ignoto, forse inconoscibile, ma presentito
Guardare gli avvenimenti della
propria vita con gli stessi occhi con cui guardiamo gli avvenimenti
della vita di un altro - ciò calma molto ed è una
medicina conveniente
Fatti il tuo occhio di teatro,
il grande terzo occhio, che guarda il mondo attraverso gli altri
due
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Le frasi riportate in ciascuna
pagina sono derivate da testi degli autori cui la pagina è
intitolata.
Così come all'autore
si riferiscono anche le immagini citate.
In questo caso, fra i lavori
più significativi (che, naturalmente, consiglio di andare
a leggere direttamente e con tutto il relativo contesto) ricordo:
Nietzsche F. (1872). Geburt
der Tragodie aus dem Geiste der Musik [La nascita della
tragedia dallo spirito della musica. In: Opere complete,
Vol.1. Milano: Monanni, 1927].
Nietzsche F. (1874-1877). Menschliches, Allzumenschliches:
Ein buch fur freie Geister. [Umano troppo umano: Un libro
per spiriti liberi. In: Opere complete, Vol.3. Milano: Monanni,
1927].
Nietzsche F. (1880-1881). Morgenrothe: Gedanken uber die moralischen
Vorurtheile. [Aurora. In: Opere complete, Vol.5. Milano:
Monanni, 1927].
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La realizzazione di questa
impresa si sviluppa parallelamente a una lunga pratica di scena,
ma anche attraverso il lavoro connesso alla preparazione di alcuni
volumi, pubblicati di recente.
Per avere una possibile spiegazione
(?) più ampia e dettagliata di quanto qui accennato, ovvero
per trovare un riferimento più preciso per le citazioni
qui riportate e per incontrarne molte più di quelle che
possono stare qui, puoi vedere:
museum.psicotecnica.eu è
anche, almeno in parte, un supporto multimediale per tali volumi,
che può suggerire in forma visiva quanto lì viene
sviluppato in forma teorica più approfondita.
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Potremmo dire che museum.psicotecnica.eu
è un sito in progress, ma non sarebbe esatto.
museum.psicotecnica.eu non
progredisce, ma gira intorno e sviluppa.
Non pretende di (e non aspira
affatto a) essere sempre più aggiornato o più avanzato.
Per cui: si presume che sia
presente, che cambi, che non sia mai completo.
Come del resto avviene a tutte
le persone, a tutte le azioni umane, a tutti i pensieri e agli
artefatti (oltre che, naturalmente, a tutti i siti internet).
Se avete dunque da suggerire
qualcosa a questa Psicotecnica e avete voglia di farlo, ve ne
ringraziamo anticipatamente.
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La Psicotecnica esiste da molto
tempo, ma abbiamo messo su internet il Museum solo dal 20 novembre
2002.
Da allora, i visitatori di museum.psicotecnica.eu
sono stati:
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introdotto un contatore generale, che registra gli accessi a
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