Il
fenomeno più elementare che si trova in fondo all'esecuzione
d'ogni opera d'arte è questo: un'immagine (cioè
quella specie di essere immateriale e pur vivente, che l'artista
ha concepito e sviluppato con l'attività creatrice dello
spirito) un'immagine, che tende a divenire - come abbiamo detto
- il movimento che la effettui, la renda reale, all'esterno,
fuori dall'artista. L'esecuzione bisogna che balzi viva dalla
concezione e soltanto per virtù di essa, per un movimento
non provocato industriosamente, ma libero, cioè promosso
dall'immagine stessa, che vuole liberarsi, tradursi in realtà
e vivere
Supponiamo
per un momento che questi personaggi, a un tratto, per un prodigio,
balzino dal libro vivi e innanzi a noi, nella nostra stanza,
e si mettano a parlare con la loro voce e a muoversi e a compiere
la loro azione senza più il sostegno descrittivo o narrativo
del libro. Nessun stupore! Questo prodigio appunto compie l'arte
drammatica
L'unica sarebbe se l'opera potesse
rappresentarsi da sé, non più con gli attori, ma
coi suoi stessi personaggi che, per prodigio, assumessero corpo
e voce
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Le frasi riportate in ciascuna
pagina sono derivate da testi degli autori cui la pagina è
intitolata.
Così come all'autore
si riferiscono anche le immagini citate.
In questo caso, fra i lavori
più significativi (che, naturalmente, consiglio di andare
a leggere direttamente e con tutto il relativo contesto) ricordo:
Pirandello L. Saggi, poesie,
scritti varii. Milano: Mondadori, 1938.
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La realizzazione di questa
impresa si sviluppa parallelamente a una lunga pratica di scena,
ma anche attraverso il lavoro connesso alla preparazione di alcuni
volumi, pubblicati di recente.
Per avere una possibile spiegazione
(?) più ampia e dettagliata di quanto qui accennato, ovvero
per trovare un riferimento più preciso per le citazioni
qui riportate e per incontrarne molte più di quelle che
possono stare qui, puoi vedere:
museum.psicotecnica.eu è
anche, almeno in parte, un supporto multimediale per tali volumi,
che può suggerire in forma visiva quanto lì viene
sviluppato in forma teorica più approfondita.
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Potremmo dire che museum.psicotecnica.eu
è un sito in progress, ma non sarebbe esatto.
museum.psicotecnica.eu non
progredisce, ma gira intorno e sviluppa.
Non pretende di (e non aspira
affatto a) essere sempre più aggiornato o più avanzato.
Per cui: si presume che sia
presente, che cambi, che non sia mai completo.
Come del resto avviene a tutte
le persone, a tutte le azioni umane, a tutti i pensieri e agli
artefatti (oltre che, naturalmente, a tutti i siti internet).
Se avete dunque da suggerire
qualcosa a questa Psicotecnica e avete voglia di farlo, ve ne
ringraziamo anticipatamente.
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La Psicotecnica esiste da molto
tempo, ma abbiamo messo su internet il Museum solo dal 20 novembre
2002.
Da allora, i visitatori di museum.psicotecnica.eu
sono stati:
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o inesattezze eventualmente presenti nelle nostre pagine o vorranno
inviarci dei suggerimenti. Per qualsiasi problema: contattateci.
Il 30 luglio 2004 abbiamo
introdotto un contatore generale, che registra gli accessi a
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le visite sono state:
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per esserci venuti a trovare. Arrivederci a presto.