LEGGETE ATTENTAMENTE: Avvertenze per i visitatori del sito www.Psicotecnica.Eu (copyright, disclaimer, precisazioni, obblighi)
     
     
     
     
     
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    "Psicotecnica è l'arte della mente"
     
     
    PRIMITIVO SECONDITIVO
     
     
    Seguendo una prospettiva psicotecnica, riesce utile fare riferimento a due grandi modelli culturali [e quindi anche psicologici e teatrali] in qualche modo bipolari.
     
    Uno è il teatro-mondo-pensiero moderno, occidentale-nordico, industriale-artefatto, euro-americano, della scienza, dei commerci, della scrittura, della ragione, ecc, civilizzato [della città].
    L'altro è il teatro-mondo-pensiero arcaico, antico, meridionale-orientale, illetterato, naturale, della sussistenza, della parola, del sentimento, ecc, primitivo [della campagna e della selva].

    La sostanza della performance seconditiva sono gli adulti, i civili, gli intellettuali, gli scienziati, gli intelligenti [i Maschi].
    La sostanza della performance primitiva sono invece i bambini, i selvaggi, i poveri di spirito, gli ingenui, gli stupidi [i Femmine].
     
    Per la mente seconditiva, il pensiero primitivo coincide con la carentia usus rationis [termine che i Padri della Chiesa amavano impiegare per indicare la follia, ma anche il bambino prima che raggiunga i sei anni, così come anche le donne, gli animali ecc].

    Nei testi moderni: il cittadino-cives di solito viene evocato senza definirlo, poichè è l'ovvio punto di riferimento della realtà, almeno per la maggioranza del teatro-mondo-pensiero della scrittura.
    Il selvaticus è invece detto primitivo, peraltro spesso, anche quì, senza molto precisare quali ne sarebbero le caratteristiche [se non nella forma di una implicita, quanto vaga, contrapposizione al civilizzato].
     
    Il concetto di primitivo rende bene l'idea, tanto che anche chi non lo ama non riesce a fare a meno di usarlo [seppure spesso tra virgolette].

    Siccome il concetto di primitivo suona tanto interessante, e aiuta a capirsi meglio, utilizzo dunque, per l'altro polo di riferimento appena citato, il termine di seconditivo, sempre senza virgolette [per nessuno dei due].
     
    Il costrutto “seconditivo” [aggettivo e sostantivo] rende infatti bene l'idea di ciò che è successivo e viene dopo, che è secondario o derivato, eventualmente anche in senso evolutivo.
    Occorre peraltro notare che è proprio una prospettiva evoluzionistica in senso scientifico-positivista che pretende di fondare questa distinzione.
     
    Il doppio riferimento permette di fornire una definizione più precisa per entrambi i termini della questione.
     
    Primitivo è infatti ciò che è non-seconditivo [cioè non-civilizzato].
    Seconditivo è invece ciò che è non-primitivo [cioè non-non-civilizzato].
     
    Mi paiono anche espressioni più corrette grammaticalmente, poichè offrono l'opportunità di riferirsi a entrambi evitando le negazioni [tipo: non-seconditivo o non-primitivo] o, peggio ancora, le doppie negazioni [tipo: non-non-seconditivo o non-non-primitivo].

    Sposo dunque questi due termini, benchè forse possano fornire paglia al fuoco di qualche rivoluzione [copernicana]; sempre ammesso che qualcuno se ne accorga.
    Sono forse un po' generici, ma rendono bene l'idea.
    Corrispondono a costrutti su cui ci si intende e che non discriminano necessariamente un'area geografica o un'etnia, quanto piuttosto una cultura, o meglio un atteggiamento.
     
    Inoltre, come vuole la scienza [con tutte le sue teorie che dimostrano oggettivamente che il primitivo è di molto inferiore al seconditivo], non c'è in loro alcun giudizio di valore, ma solo un giudizio di fatto.
    In particolare: primitivo non vuol dire “primo” nè seconditivo “secondo” [o almeno: non necessariamente].

    Noi non abbiamo dubbi [?] sul fatto che il pensiero magico è universale nei popoli primitivi.
    Così come non abbiamo dubbi [?] sul fatto che il pensiero logico è universale nei popoli seconditivi.
    Ma i primitivi si riferiscono pur'essi all'arte e alla scienza, ancorchè nei termini della loro maniera magica [!].
    Mentre i seconditivi si riferiscono pur'essi alla magia, ancorchè nei termini della loro maniera scientifica [!].
    E' quindi impossibile negare che una medesima prospettiva sia altrettanto presente negli uni e negli altri [?!].
    Almeno: in un certo senso.
     
     
     
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    La realizzazione di questa impresa si sviluppa parallelamente a una lunga pratica di scena, ma anche attraverso il lavoro connesso alla preparazione di alcuni volumi, pubblicati di recente.
    Per avere una possibile spiegazione (?) più ampia e dettagliata di quanto qui accennato, ovvero per trovare un riferimento più preciso per le citazioni qui riportate e per incontrarne molte più di quelle che possono stare qui, puoi vedere:
     
     
       

    STORIA delSOGGETTO
    La formazione mimetica della persona

      THEATRUM PSYCHOTECHNICUM
      L'espressione poetica della persona

      REGIA PSICOTECNICA
      Tattica della Formazione Personale

     
     
    museum.psicotecnica.eu è anche, almeno in parte, un supporto multimediale per tali volumi, che può suggerire in forma visiva quanto lì viene sviluppato in forma teorica più approfondita.
     
     
     
     
     
     
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    Potremmo dire che museum.psicotecnica.eu è un sito in progress, ma non sarebbe esatto.
    museum.psicotecnica.eu non progredisce, ma gira intorno e sviluppa.
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    Se avete dunque da suggerire qualcosa a questa Psicotecnica e avete voglia di farlo, ve ne ringraziamo anticipatamente.
     
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