Egli
rimane a lungo con lo sguardo fisso nel buio. Poi poco a poco
comincia a farsi chiaro. [...] Le ombre si dissolvono, si muovono,
lo raggiungono, assumono forma umana. Lui trattiene il respiro
per non appannare quel mondo incantato. Il suo cuore pieno di
desiderio batte forte e trova una tenera ma molteplice eco nelle
figure che lo circondano. Ecco che le loro pallide labbra si
muovono, cominiciano a parlare, prima da lontano poi sempre più
vicino, in modo più chiaro. La lingua ha un suono strano
e tuttavia lui la comprende. Tutto d'un tratto egli si accorge
esultando che quelle figure sono carne della sua carne, sangue
del suo sangue, e che hanno i suoi stessi sentimenti. Il periodo
di isolamento è finito, ecco che irrompe la luce del giorno.
Improvvisamente ci sono lì i suoi attori, i suoi propri
attori, che lui conosce come le sue proprie tasche. Essi si accalcano
nella sua mente [...] La sua scena mentale si popola, si riempie,
partorisce e crea con un solo colpo di bacchetta magica un mondo
nuovo e meraviglioso. [...] L'opera è costruita plasticamente
Quando
mio figlio, con una primitività invidiabile, con un sofà
e due sedie costruisce un treno, pretende che io ci creda in
modo assoluto come ci crede lui. Dopo però premia questo
mio atto di fede con una sorprendente dovizia di prestazioni
d'attore. E' capotreno, macchinista, viaggiatore, facchino e
locomotiva in una persona sola. Si immedesima completamente nei
diversi ruoli, mima tutti i movimenti, esegue tutti i compiti
e soffia e sbuffa come un'autentica locomotiva [...] In questo
quotidiano episodio infantile risiede l'unica verità dell'arte
dell'attore. La beatitudine del gioco artistico è il tappeto
magico sul quale l'attore viene sospinto in contrade, epoche
e anime straniere. In questo volo si schiudono le porte più
recondite del suo essere e si assiste alla rivelazione di un
mistero
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Le frasi ("tra virgolette")
riportate in ciascuna pagina sono derivate da testi degli autori
cui la pagina è intitolata. Così come all'autore
si riferiscono anche le immagini citate.
In questo caso, fra i lavori
più significativi (che, naturalmente, consiglio di andare
a leggere direttamente e con tutto il relativo contesto) ricordo:
Reinhardt M. In: Fazio M.,
a cura. Lo specchio, il gioco e l'estasi. Roma: Levi,
1988.
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La realizzazione di questa
impresa si sviluppa parallelamente a una lunga pratica di scena,
ma anche attraverso il lavoro connesso alla preparazione di alcuni
volumi, pubblicati di recente.
Per avere una possibile spiegazione
(?) più ampia e dettagliata di quanto qui accennato, ovvero
per trovare un riferimento più preciso per le citazioni
qui riportate e per incontrarne molte più di quelle che
possono stare qui, puoi vedere:
museum.psicotecnica.eu è
anche, almeno in parte, un supporto multimediale per tali volumi,
che può suggerire in forma visiva quanto lì viene
sviluppato in forma teorica più approfondita.
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Potremmo dire che museum.psicotecnica.eu
è un sito in progress, ma non sarebbe esatto.
museum.psicotecnica.eu non
progredisce, ma gira intorno e sviluppa.
Non pretende di (e non aspira
affatto a) essere sempre più aggiornato o più avanzato.
Per cui: si presume che sia
presente, che cambi, che non sia mai completo.
Come del resto avviene a tutte
le persone, a tutte le azioni umane, a tutti i pensieri e agli
artefatti (oltre che, naturalmente, a tutti i siti internet).
Se avete dunque da suggerire
qualcosa a questa Psicotecnica e avete voglia di farlo, ve ne
ringraziamo anticipatamente.
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La Psicotecnica esiste da molto
tempo, ma abbiamo messo su internet il Museum solo dal 20 novembre
2002.
Da allora, i visitatori di museum.psicotecnica.eu
sono stati:
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