"Avevamo
improvvisato nelle sciarade per dieci minuti, c'immaginammo di
poter recitare per un'ora"
"L'istinto di ciascun personaggio
produsse, senza averne coscienza, un genere di dialogo che fu,
quanto alla forma, una resurrezione, potremmo dire una esumazione,
dei tentativi primitivi dell'antichità"
"Gli attori di questa opera incomprensibile
si confessarono gli uni agli altri quello che si erano sentiti,
in uno stato di oscura eccitazione che non era senza fascino:
l'assurda esasperazione del Druido si era impossessata di me,
al punto che mi ero trasportato con l'immaginazione in un mondo
che non è mai esistito, come se avessi subìto la
fatalità che spinge un essere primitivo a esprimere in
simboli tutte le sue impressioni"
"Ci chiedemmo che cosa fosse il
vero teatro, e se la convenzione del dialogo scritto non l'avesse
distrutto invece che edificarlo"
"La compagnia fantasista, che
si formò là, concepì dunque lo strano progetto
di recitare per recitare, e di trovare piacere, emozione, emulazione,
nell'assenza di qualsiasi altro spettatore a parte i personaggi
stessi della pièce. Ciò che vi è di più
strano ancora, è che questo progetto venne pienamente
realizzato"
"Ogni sera ciascuno creava un
ruolo nuovo, talvolta tre o quattro diversi"
"Ognuno era libero di creare il
suo personaggio come gli veniva in mente, senza nemmeno avvertire
gli altri"
_______________________________
Le frasi riportate in ciascuna
pagina sono derivate da testi degli autori cui la pagina è
intitolata.
Così come all'autore
si riferiscono anche le immagini citate.
In questo caso, fra i lavori
più significativi (che, naturalmente, consiglio di andare
a leggere direttamente e con tutto il relativo contesto) ricordo:
Sand M. (1860). Masques
et buffons. Paris: Michel Levy Frere.
_______________________________
La realizzazione di questa
impresa si sviluppa parallelamente a una lunga pratica di scena,
ma anche attraverso il lavoro connesso alla preparazione di alcuni
volumi, pubblicati di recente.
Per avere una possibile spiegazione
(?) più ampia e dettagliata di quanto qui accennato, ovvero
per trovare un riferimento più preciso per le citazioni
qui riportate e per incontrarne molte più di quelle che
possono stare qui, puoi vedere:
museum.psicotecnica.eu è
anche, almeno in parte, un supporto multimediale per tali volumi,
che può suggerire in forma visiva quanto lì viene
sviluppato in forma teorica più approfondita.
_______________________________
Potremmo dire che museum.psicotecnica.eu
è un sito in progress, ma non sarebbe esatto.
museum.psicotecnica.eu non
progredisce, ma gira intorno e sviluppa.
Non pretende di (e non aspira
affatto a) essere sempre più aggiornato o più avanzato.
Per cui: si presume che sia
presente, che cambi, che non sia mai completo.
Come del resto avviene a tutte
le persone, a tutte le azioni umane, a tutti i pensieri e agli
artefatti (oltre che, naturalmente, a tutti i siti internet).
Se avete dunque da suggerire
qualcosa a questa Psicotecnica e avete voglia di farlo, ve ne
ringraziamo anticipatamente.
_______________________________
La Psicotecnica esiste da molto
tempo, ma abbiamo messo su internet il Museum solo dal 20 novembre
2002.
Da allora, i visitatori di museum.psicotecnica.eu
sono stati:
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introdotto un contatore generale, che registra gli accessi a
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