"Dall'idea
all'allucinazione non vi è altra differenza che quella
tra il germe e la pianta o l'animale completo"
"L'immagine che costituisce un
ricordo sembra proiettata all'indietro e regredisce al di là
delle sensazioni o delle immagini repressive, il che le separa
da loro; e, dall'altra parte, la stessa immagine, situandosi
con precisione, sembra saldarsi con la sua estremità posteriore
all'estremità anteriore delle immagini o sensazioni repressive,
il che le unisce a loro; di modo che i nostri accadimenti ci
appaiono come una linea continua di elementi contigui. Noi passiamo
senza difficoltà da un anello all'altro [...] pertanto,
quando l'immagine di uno dei nostri momenti anteriori resuscita
in noi, l'immagine del precedente e quella del successivo tendono
a resuscitare per associazione e contraccolpo. Non solamente
noi andiamo con questo mezzo da uno dei nostri momenti al momento
adiacente, ma, per mezzo di abbreviazioni che mettono insieme
entro una immagine una lunga serie di momenti, noi andiamo da
un periodo della nostra vita a un altro periodo della nostra
vita"
"Qualsiasi idea, concezione, rappresentazione
ha una doppia faccia. Da un lato, è una conoscenza; dall'altro,
è un'emozione"
"Poichè la sensazione rinasce
nell'immagine, tanto più fortemente si ripresenta quest'ultima
quanto più forte era stata la sensazione. Ciò che
si incontra nel primo stato lo si ritrova anche nel secondo,
poichè il secondo non è altro che la rinascita
del primo. Analogamente, nella lotta per l'esistenza che in ogni
momento ha luogo fra tutte le immagini, quella che al suo nascere
era stata dotata di maggiore energia conserverà in ogni
conflitto per la stessa legge della ripetizione su cui si fonda
la capacità di scacciare le proprie rivali; è per
questo che essa risuscita dapprima continuamente, frequentemente,
poi, fino a quando le leggi della vanificazione progressiva e
il continuo attacco di nuove impressioni le tolgono la preponderenza,
e le concorrenti, trovando il campo libero, possono a loro volta
svilupparsi"
"Del mondo che costituisce il
nostro essere, noi non percepiamo che la sommità, forme
di cime illuminate di un continente le cui profondità
restano nell'ombra"
"Noi sappiamo che tutte le idee,
tutte le conoscenze, tutte le operazioni dello spirito si riducono
a delle immagini associate, che tutte queste associazioni hanno
di conseguenza la proprietà che le immagini hanno di rinascere,
e che le immagini esse stesse sono delle sensazioni che rinascono
spontaneamente"
"Possiamo
dunque paragonare lo spirito di un uomo a un teatro di una profondità
indefinita, la cui ribalta è molto stretta, ma la cui
scena si va allargando a partire dalla ribalta. Su questo proscenio
illuminato non c'è posto che per un solo attore. Questi
arriva lì, gesticola per un momento, si ritira; ne compare
un altro, poi un altro, e così di seguito: ecco l'idea
o l'immagine in primo piano. Al di là, sui diversi piani
della scena, ci sono altri gruppi, tanto meno chiari quanto più
sono distanti dalla ribalta. Al di là di questi gruppi,
tra le quinte e il lontano retroscena, si trova una moltitudine
di forme oscure che una chiamata improvvisa porta talvolta sulla
scena o conduce fin sotto le luci della ribalta, mentre sconosciute
evoluzioni si operano costantemente in questo formicolio di attori
di tutti gli ordini per fornire i corifei che a turno, come in
una lanterna magica, vengono a sfilare davanti ai nostri occhi"
"Non appena l'energia delle associazioni
normali diminuisce, come nel sogno e nell'ipnotismo; il legame
che unisce il mio nome al mio io è indebolito; pertanto,
una suggestione insistente può sostituire al mio nome
quello di un altro; da quel momento in poi questi, con tutta
la serie degli accadimenti di cui è l'equivalente, è
evocato in me così immediatamente che la parola io ne
consegue mentalmente, e ormai, ai miei occhi, io sono quest'altra
persona"
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Le frasi riportate in ciascuna
pagina sono derivate da testi degli autori cui la pagina è
intitolata.
Così come all'autore
si riferiscono anche le immagini citate.
In questo caso, fra i lavori
più significativi (che, naturalmente, consiglio di andare
a leggere direttamente e con tutto il relativo contesto) ricordo:
Taine H.A. (1870). De l'intelligence.
Paris: Hachette.
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La realizzazione di questa
impresa si sviluppa parallelamente a una lunga pratica di scena,
ma anche attraverso il lavoro connesso alla preparazione di alcuni
volumi, pubblicati di recente.
Per avere una possibile spiegazione
(?) più ampia e dettagliata di quanto qui accennato, ovvero
per trovare un riferimento più preciso per le citazioni
qui riportate e per incontrarne molte più di quelle che
possono stare qui, puoi vedere:
museum.psicotecnica.eu è
anche, almeno in parte, un supporto multimediale per tali volumi,
che può suggerire in forma visiva quanto lì viene
sviluppato in forma teorica più approfondita.
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Potremmo dire che museum.psicotecnica.eu
è un sito in progress, ma non sarebbe esatto.
museum.psicotecnica.eu non
progredisce, ma gira intorno e sviluppa.
Non pretende di (e non aspira
affatto a) essere sempre più aggiornato o più avanzato.
Per cui: si presume che sia
presente, che cambi, che non sia mai completo.
Come del resto avviene a tutte
le persone, a tutte le azioni umane, a tutti i pensieri e agli
artefatti (oltre che, naturalmente, a tutti i siti internet).
Se avete dunque da suggerire
qualcosa a questa Psicotecnica e avete voglia di farlo, ve ne
ringraziamo anticipatamente.
_______________________________
La Psicotecnica esiste da molto
tempo, ma abbiamo messo su internet il Museum solo dal 20 novembre
2002.
Da allora, i visitatori di museum.psicotecnica.eu
sono stati:
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