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    VAMPIRO DRACULA
     
     
    Vale la pena di notare che una delle figure fantastiche più tipiche del XX secolo è sicuramente quella del vampiro.
    Gli sono state dedicate alcune migliaia (letteralmente) di film in tutto il mondo, mentre questo personaggio compare in decine di migliaia di altre rappresentazioni.
    Ce ne sono altre, naturalmente, ma non è molto facile trovare un'altra immagine soprannaturale altrettanto caratteristica e altrettanto ricorrente in quest'ultimo secolo.
    Diciamo che, comunque, sta nella classifica dei top ten.
     
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    Un aspetto piuttosto interessante del vampiro, dal nostro punto di vista, è quello di appartenere all'ampia categoria dei soggetti che non sono propriamente nè vivi nè morti, ma che stanno a mezzo tra le due condizioni.
    Soggetti che prendono vita solo in particolari circostanze.
     
    Ciò viene reso principalmente dal bisogno di sangue (la vita, il corpo) della cui carenza il vampiro soffre costantemente.
    Si direbbe cioè una specie di spirito carnale, almeno rispetto al medio fantasma, benché incompleto come essere umano.
    E' come un fantasma quasi materializzato, che però ha bisogno di un'altra persona con cui interagire o con cui con-fondersi per esistere almeno provvisoriamente.
     
    Altro aspetto non ben chiaro, ma significativo per noi, è quello di non appartenere con chiarezza nè al genere maschile nè a quello femminile.
     
    In teoria la figura del vampiro si imparenterebbe con quella del pipistrello.
     
     
     
    Tuttavia l'unica sua vera caratteristica distintiva sono i denti canini (i denti da cane) almeno un po' pronunciati.
    Mentre le ali ci sono spesso (magari sotto forma di mantello) ma certo non sempre.
    Il che fa pensare piuttosto al lupo.
     
     
     
    Ma, siccome ha sempre i canini superiori molto pronunciati (benchè solitamente più aguzzi che robusti), il che avviene meno spesso per i suoi canini inferiori, quello a cui fa pensare più facilmente è al serpente.
     
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    Il vampiro tende ad essere un maschio, che vive di notte nutrendosi del sangue di femmine attraenti.
     
     
     
     
    Il sangue alla bocca (o talvolta anche negli occhi) è una sua caratteristica abbastanza evidenziata.
     
     
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    Non è però del tutto chiara la natura del morso vampiresco.
    A guardare i loro atteggiamenti più tipici senza sapere che si tratta di vampiri (e a parte l'eventuale, ma non indispensabile, presenza di sangue), potrebbero sembrare anche comportamenti di diversa natura.
     
     
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    Generalmente il vampiro, maschio o femmina che sia, non intrattiene rapporti sessuali con i suoi interlocutori.
    L'unica forma di interazione carnale classica (diciamo così: penetrativa) sembra essere limitata all'uso dei denti aguzzi.
    Tuttavia, in alcune rappresentazioni del nostro, l'evidente ambiguità della situazione tende ad emergere con una certa evidenza.
     
     
     
    Questo avviene però soprattutto con evocazione di aspetti più o meno omosessuali (femminili).
     
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    Spesso il vampiro si presenta come un tipo piuttosto distinto, non di rado in abito da sera.
     
     
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    Anche perchè, per rientrare nella iconografia della modernità, l'antichissima figura del succhiatore di sangue viene spesso collegata a quella storico-fantastica del conte quattrocentesco Vlad (Vladimir) Tepes (l'impalatore) III detto anche Dracul o Drakul (in romeno, letteralmente: diavolo) di Valacchia o anche Transilvania (la cui famiglia aveva come emblema un drago, che in latino fa: draco), solitamente considerato un tipo piuttosto violento e sanguinario.
    Avviene così che Dracula e il Vampiro siano oggi sostanzialmente sinonimi.
     
    Si tratterebbe comunque di un personaggio nobile, per quanto a suo modo perverso, che dunque veste presumibilmente con una eleganza da dandy.
     
     
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    Uno degli atteggiamenti in cui il vampiro viene ritratto con relativa maggiore frequenza è mentre regge una femmina in stato di abbandono.
    Non di rado la donna indossa una specie di camicia da notte, o comunque un vestito che si avvicina allo stile del négligée o dell'en-desabille.
     
    Curiosa somiglianza tanto con l'iconografia dell'ingresso nella casa matrimoniale (dracula la porta dentro sollevandola tra le braccia) e con quella della sonnambula-isterica in stato di trance.
     
     
     
    Parrebbe comunque che, per poter interagire col maschio vampiroso (o viceversa), la femmina debba essere in qualche modo passiva o in un altro stato di coscienza.
     
     
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    Altre volte il vampiro ha un aspetto più demoniaco e aggressivo che non perverso-insinuante.
     
     
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    Quando si tratta di una femmina, il vampiro si presenta spesso con caratteristiche piuttosto erotico-sensuali e seduttive (benchè, in molti casi, accompagnate da una certa aggressività).
     
     
     
    Uno dei più famosi vampiri femmina: Vampirella.
     
     
     
     
    In non poche occasioni, la vampira (ma qualche volta anche il vampiro maschio) appare dotata di ali.
     
     
     
     
    Alcuni esempi di vampire di cui ho potuto identificare l'autore.
    Tre di Luis Rojo. Una di Barclay Shaw.
    Una di Boris Vallejo. Due di Fred Fields. Una di Greg Loudon.
     
     
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    E' relativamente raro che si proponga il vampiro sotto un aspetto diverso, come ad esempio quello di un bambino o di una mummia o di altre strane figure.
     
     
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    Spesso e volentieri il vampio-dracula indossa un mantello, che evoca senz'altro l'idea delle ali.
     
     
     
     
    In altri casi: il mantello del vampiro risulta essere avvolgente rispetto ai suoi interlocutori o ai suoi accoliti.
     
     
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    E' pure interessante notare come, in molte rappresentazioni moderne, l'unico modo veramente efficace per tenere lontano dracula sia considerato quello di porre una croce fra noi e lui.
     
     
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    La realizzazione di questa impresa si sviluppa parallelamente a una lunga pratica di scena, ma anche attraverso il lavoro connesso alla preparazione di alcuni volumi, pubblicati di recente.
    Per avere una possibile spiegazione (?) più ampia e dettagliata di quanto qui accennato, ovvero per trovare un riferimento più preciso per le citazioni qui riportate e per incontrarne molte più di quelle che possono stare qui, puoi vedere:
     
     
       

    STORIA delSOGGETTO
    La formazione mimetica della persona

      THEATRUM PSYCHOTECHNICUM
      L'espressione poetica della persona

      REGIA PSICOTECNICA
      Tattica della Formazione Personale

     
     
    museum.psicotecnica.eu è anche, almeno in parte, un supporto multimediale per tali volumi, che può suggerire in forma visiva quanto lì viene sviluppato in forma teorica più approfondita.
     
     
     
     
     
     
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    Potremmo dire che museum.psicotecnica.eu è un sito in progress, ma non sarebbe esatto.
    museum.psicotecnica.eu non progredisce, ma gira intorno e sviluppa.
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